Nicola Russo è un artista attivo a Torino il cui percorso si sviluppa tra pittura e ricerca visiva contemporanea. La sua pratica si fonda su una continua riflessione sull’identità dell’immagine e sulla possibilità di trasformare elementi quotidiani in codici visivi immediati e riconoscibili.
Il suo lavoro si concentra sulla relazione tra forma, memoria e segno, attraverso una sintesi che unisce dimensione estetica e costruzione concettuale. Ne emerge un linguaggio che dialoga con lo spazio urbano e con l’immaginario collettivo, mantenendo una forte riconoscibilità formale.
All’interno di questa ricerca si inserisce il progetto TOH, un’opera intrinsecamente POP concepita come manifesto di una società contemporanea che, anche nei momenti di crisi, sceglie di esporsi per rigenerarsi.
Il progetto nasce durante il periodo della pandemia, in un contesto storico in cui l’emergenza ha profondamente modificato la quotidianità, rendendo centrale il bisogno di reazione, cambiamento e ricostruzione. In questa condizione, il concetto di rinascita diventa elemento fondante della ricerca.
TOH rielabora simbolicamente i valori che, proprio a Torino nel 1861, hanno accompagnato la nascita dell’Italia: unità, inclusione e senso di comunità. In questa prospettiva, l’opera diventa un invito a recuperare tali principi come strumenti necessari per affrontare il presente e immaginare una possibile pace collettiva.
Il progetto prende ispirazione dal Toret, storica fontanella torinese, elemento profondamente radicato nella vita quotidiana della città. Da questa immagine nasce una reinterpretazione simbolica: il toro che emerge dalla fontana come gesto di rottura e rinascita, capace di rappresentare la volontà di uscire da uno stato di chiusura per affermarsi nel presente.
La dimensione della rinascita non resta solo concettuale, ma si traduce in un’azione concreta. Il progetto coinvolge la Fondazione Piemontese per la Ricerca sul Cancro di Candiolo, alla quale è destinata parte dei proventi, trasformando l’opera in uno strumento di responsabilità sociale. Inoltre, l’intera filiera produttiva è stata mantenuta in Piemonte, affinché il valore del progetto si rifletta anche sul territorio attraverso una ricaduta economica e culturale.
TOH si configura così come un’opera identitaria e partecipativa, capace di dialogare con la città e con le persone, senza recidere il legame con il passato ma evolvendosi per accogliere il futuro. Un’opera di coraggio, perché senza coraggio non può esserci futuro.